domenica 28 ottobre 2012

Avventure Tedesche

Dopo la lunga pausa estiva torno a fare il resoconto del nostro viaggio camperinistico! E' stata dura, ma ce l'ho fatta a scrivere quasi tutto. A parte qualche piccolo spiacevole inconveniente finale direi che è andato tutto bene, anche se sarei rimasta in giro ancora un po'! 

GIORNO 1.
Partiamo dopo pranzato in modo da far sonnecchiare Silvia durante il viaggio. Prima sosta a Villaco dove a parte qualche turista italiano non c'è nessuno e i negozi tutti chiusi.  

Vabbè, facciamo un giro e ripartiamo alla volta del Milstatter See dove vogliamo cercare un campeggio. Arriviamo a Dobriach e andiamo a chiedere info nel primo camping che incontriamo. Tutto pieno salvo una piazzola direttamente sul lago alla modica cifra di....(un'ora di smanettamento sulla calcolatrice)....50 euro, ma se andiamo via entro le 9 ci fa il superprezzo speciale di 43 euro. Ahhh bè! E non ci sono piazzole non sul lago e magari pure più piccole? Si, c'è il parcheggio grill, ma costa ....(un'ora di smanettamento sulla calcolatrice)....anche quello 43 euro. Ok grazie ci pensiamo. Nemmeno chiediamo negli altri 80 mila campeggi adiacenti, tanto ci sembra un'inutile perdita di tempo.
Proseguiamo lungo il lago alla ricerca di qualcosa di più ragionevole e arriviamo al camping Neubauer. Guardiamo il listino prezzi e secondo i calcoli non dovremmo superare i 25 euri, che rispetto alla cifra che ci sparava la tipa di prima (ma anche rispetto agli standard italiani) ci sembra ottimo. Purtroppo sono pieni (chissà come mai, la vigilia di Ferragosto...), ma hanno una piazzola a rotazione per i turisti di passaggio e per una sola notte ci possono mettere là. Il costo: 18,50 euro da pagare subito. Perfect! Ok ok! Super!!! La signorina avrà pensato che la prendevamo in giro..


GIORNO 2.
Silvia, probabilmente su di giri per la vacanza in camper, decide che alle 6 e mezza è ora di svegliarsi. Così dopo una lenta preparazione usciamo a fare un giro per il campeggio. Il tentativo di mimetizzarmi tra i teutonici (sandali con le calze, bambina bionda, alta statura...)risulta vano. Mentre noi indossiamo calze, braghe lunghe, maglietta, felpa e camminiamo intirizzite, l'ospite medio del campeggio sfoggia con disinvoltura infradito, costumino da bagno e asciugamano appoggiato sull'avambraccio. Vista l'ora penso che sarebbe carino comprare le brioches per la colazione. Il bar apre alle 8, erano le 7 e 30 e fuori c'è una fila che non si è mai vista nemmeno in posta! Persino i bambini stanno tranquilli e composti in fila. Si capisce che sono bambini solo dal dito infilato in una narice e dalla bassa statura. Silvia invece tenta la fuga ed è l'unica che vocalizza senza sosta a volumi a cui da quelle parti non sono molto abituati. Quindi niente fila e niente brioches. Distraggo un po' la nana con le caprette e torniamo alla carica più tardi quando la fila si è ormai esaurita, come pure le brioches, ne sono rimaste giusto due. 

In ogni caso il camping è davvero carino, un po' fuori dal centro ma dotato di ogni confort. Nei bagni c'è persino una vasca con doccetta per lavare i, numerosissimi, bimbi presenti. La spiaggetta, se si può chiamare così, consiste in un ampio prato con annesse papere e giochi per bambini, che da queste parti non mancano mai (papere, giochi e bambini). 

Dopo una breve sosta a Spittal-an-der-Drau e al suo notevolissimo parco giochi, ci dirigiamo verso Salisburgo (che originalità, vero?). Pausa pranzo a Gmund, di cui ricordiamo le pregatissime sculture in rottami arrugginiti. Carine, ma basta! 

Giro rapido per Salisburgo (se non si fosse capito non siamo persone che perdono tempo...). Da qua partiamo alla volta della Tedeschia, per la precisione il Chiemsee. Altra trovata originale! Chissà dove andranno i crucchi a Ferragosto??? Per altro sono disposti a pagare qualsiasi cifra per dormire fianco a fianco in campeggi super affollati. Noi, no. Quindi cerchiamo un camping che possa soddisfare le nostre esigenze di risparmio e tranquillità. Ne troviamo per caso uno subito fuori dall'autostrada, che non soddisfa assolutamente l'esigenza di tranquillità, ma quanto a risparmio non ha eguali. Risparmio in tutti i sensi perché dire che è essenziale è usare un eufemismo. Alla reception, quando chiediamo dove possiamo piazzarci, ci fanno tutta una serie di gesti accompagnati da diversi "straight", "right", quando in realtà il campeggio finiva 30 metri più avanti. Devo dire, però, che nella sua pochezza, il bagno era appostissimo e segnaliamo anche la presenza di un, seppur modesto, fasciatoio, oggetto totalmente sconosciuto anche nel più lussuoso hotel italiano! Se non avete bisogno di piscine, ristoranti, saune, discoteche e non vi disturba il rumore dei tir alla mattina, questo è il sito (molto spartano).

GIORNO 3.
Ci svegliamo con un tempo uggioso e ci dirigiamo sotto la pioggia verso Dachau. Arrivati a destinazione il tempo migliora. Riusciamo a goderci un piacevole sole in un luogo tutt'altro che piacevole. Personalmente non sono riuscita a vedere tutto con la dovuta calma visto che Silvia, apprezzando molto l'eco delle lunghe stanze, si è prodotta in urletti decisamente fuori luogo!
Tappa successiva all'Olimpiapark, dove con una piccolissima spesa, si può ammirare quasi tutto il parco da un simpatico trenino con tanto di guida audio. Bello il laghetto-con-papere. E se non sapete dove ficcare i vostri figli per una quindicina di minuti potete sempre infilarli in una palla.

A fine giornata ci siamo diretti al camping Thalkirchen. E' un po' come tutti i campeggi di città, alla fin fine è una specie di parcheggio erboso con dei cessi, ma la posizione è confortevole. E' situato in prossimità del fiume e, avendo le bici, è possibile arrivare fino in centro seguendo la pista ciclabile o il percorso lungo il fiume. La fermata dell'autobus è proprio all'uscita del campeggio e la frequenza di passaggio è elevata. I servizi non mancano: ristorante, rosticceria, minimarket, distributori automatici, giochi per bambini, internet corner. Il sito internet è fuori uso, ma trovate la recensione su qualsiasi motore di ricerca.

GIORNO 4.
Giornata dedicata al tour della città. Prendiamo il biglietto giornaliero alla reception del camping. Fino a 3 persone (o 2 con 3 figli) c'è il family ticket, un biglietto unico valido su tutti i mezzi, bus, tram e metro. Concetto troppo difficile per una coppia di anziani turisti romani che si esprimono esclusivamente nella loro lingua quando il receptionist tenta invano di spiegare il meccanismo in un perfetto inglese. Gli altri italiani presenti traducono in parole semplici quello che sembra ovvio: un biglietto, 3 persone, giri tutto il giorno con ogni mezzo. "Ma noi siamo in 2!" Si ma costa uguale! "Ma quanti biglietti servono? E per la metro?" U Signur!  Prendiamo assieme alla massa l'autobus che ci porta fino alla più vicina stazione della metro, muniti di cartina dettagliata dei mezzi. Nell'ascensore che scende ai binari, mossa a compassione, spiego all'anziano signore che se non capisce nulla della cartina è perché sta guardando quelle dai mezzi notturni. "Vede, è tutto nero il foglio e c'è una luna disegnata..." "e come faremo a tornare al capeggio?" Piagnucola lui. " Siamo vicini allo zoo, basta cercare il disegnino dell'elefante". Non li abbiamo più rivisti.
Prima tappa obbligata (dal consorte) alla BMW. Bo, dai non male. Architettura decisamente notevole e decisamente tedesca. Segnaliamo il reparto consegna vetture, molto teatrale: ti compri l'auto, arrivi in questa futuristica struttura e sotto gli occhi di tutti i curiosi un'avvenente hostess ti consegna le chiavi della tua auto dopo una foto di rito per poi uscire attraverso una sontuosa rampa elicoidale. Insomma un'insulto alla povertà. 


Seconda tappa al museo BMW. Segnaliamo, subito dopo l'ingresso, tante palline di metallo che appese a fili trasparenti formano la silhouette di una vettura (mi pare fosse anche in una pubblicità).....e basta! Tutto il resto era talmente elettrizzante che Silvia si è addormentata. 

Terza tappa, ancora BMW (ebbasta!!!) per vedere lo spettacolo gratuito del motaro che sale i gradini con la moto da cross (che a Silvia non è piaciuto), ma anche per andare alla toilette e cambiare Silvia (ovviamente non poteva mancare un bagno riservato con fasciatoio).
Pausa pranzo al self service dell'Olimpiapark che sta attaccato alla BMW. Per essere originali ordiniamo Wienershnitzel (si scriverà così?) con patatine. 
Cioè praticamente noi abbiamo fatto più di 500 km per vedere papere e auto...dei geni! 
Dedichiamo il resto della giornata a visitare il centro città. Mercato, vie principali con le solite catene di negozi e poi sosta di mezz'ora nell'unico posto dove speravamo di trovare un caffè decente: Starbucks. E invece i tedeschi sono riusciti a produrre una brodaglia imbevibile anche lì! 
Terminiamo la visita percorrendo il lungo fiume dove ogni 100 mt si incontra un giardino recintato con giochi per bambini. So che insisto molto sulle dotazioni per l'infanzia, ma non capisco come negli altri paesi sia così scontato trovare luoghi del genere e in Italia è già tanto avere un'altalena scassata ogni 8 mila abitanti.

GIORNO 5.
Con difficoltà e dopo aver affumicato tutti i campeggiatori riusciamo a mettere in moto il mezzo. Il freddo delle notti tedesche non deve avergli fatto molto bene, pensiamo. 
Facciamo rotta verso casa con l'idea di fermarci poco dopo pranzo a Berchtesgaden. Invece dopo la sosta benzina il motorino di avviamento ci lascia. Nulla sembra rianimarlo. Sembra facile trovare degli energumeni disposti a spingere un furgoncino in un autogrill affollato nell'ora di punta, ma non è così! Tentiamo con tre giovani camionisti turchi, che dopo un breve tentativo gettano la spugna sconsolati. Riproviamo con un francese vestito da ciclista (sarà sportivo questo?) e un tedesco corpulento....si vede che la gente si è impigrita! Con immense difficoltà, il motore parte. Peccato che non ci possiamo più fermare. Così proseguiamo il viaggio fino a casa rientrando un giorno prima del previsto...Sgrunt!!!!

PS: Si ringrazia il papà di Silvia per le immagini.

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